Le "Cattedrali Sotterranee" Patrimonio dell'Unesco
Canelli (At) - Si snodano sotto la città e nel ventre della collina di Villanuova: sono le cantine storiche, internazionalmente conosciute come le "Cattedrali sotterranee". Da qui, nel 2003, è partita la candidatura a Patrimonio dell'Unesco.
Nel 1850 Carlo Gancia, in una di queste "cattedrali" diede vita al primo spumante italiano, l'Asti. Qui riposavano, tra '800 e '900, le botti di Moscato in attesa di fermentazione.
Oggi le "cattedrali sotterranee", nelle quali vengono affinate le bottiglie di spumante Metodo Classico visitabili sono quattro:
Cantine Bosca - via Giuliani 21 - 0141-967711
Cantine Contratto - via Giuliani - 0141 - 823349
Cantine Coppo - via Alba - 0141-823146
Cantine Gancia - Corso Libertà 16 - 0141-8301
Da marzo del 2012, grazie ad una positiva sinergia tra Amministrazione comunale e la sensibilità delle varie proprietà delle cantine storiche, è stato stilato un calendario che prevede l'apertura, ogni weekend, di almeno una delle quattro "cattedrali sotterranee". E' preferibile la prenotazione anche nei weekend (entro il venerdì) per la cantina storica aperta indicata. Dal lunedì al venerdì le visite possono essere effettuate indifferentemente in ogni "cattedrale sotterranea" previa prenotazione telefonica o via mail.
Canelli fa parte del "Progetto Unesco" che candida i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato a patrimonio dell'Umanità. Tutto è partito, alcuni anni fa, proprio da Canelli che lanciò l'idea di candidare a Patrimonio dell'Umanità le sue Cantine Storiche, le cosiddette "cattedrali sotterrane", un dedalo di tunnel, gallerie e sale scavato nel sottosuolo della città tre secoli fa e dove ancora adesso si affinano vini e spumanti conosciti e apprezzati in tutto il mondo. Ma in che cosa consiste l'iniziativa.
È scritto nella documentazione che: «L'eccezionale valore universale del sito proposto è focalizzato in particolar modo sull'esistenza di molti vitigni autoctoni, sulla presenza di una cultura del vino molto diffusa e di un patrimonio architettonico (cantine, cascine, ecc..) di pregio ad essa legato, nonché sulla ricchezza di eventi legati al vino. Si sottolinea come il sito presenti un'importante componente di cultura immateriale legata al sistema di tradizioni, competenze, saperi, tecniche e usanze che fanno dell'ambiente enologico un mondo a sé, ricco di fascino e di connessioni sociali e culturali. La creazione di un sito seriale è coerente con i più recenti orientamenti espressi dall'UNESCO, che tende a privilegiare, anziché candidature di singoli monumenti o città, candidature più ampie, che offrano testimonianze eccezionali di complessi architettonici o paesaggistici a più larga scala da preservare per le future generazioni».
Dunque il progetto Unesco come uno scudo a difesa delle radici contadine piemontesi nel segno di una cultura delle vite e del vino che vuole travalicare le sue caratteristiche rurali, ma coinvolge e, anzi, si completa con aspetti architettonici, ambientali e antropologici ad essa indissolubilmente uniti. Il sito Unesco di Canelli in questo senso è una testimonianza da non perdere, da visitare e conservare a futura memoria. Come un patrimonio di tutti, cioè dell'Umanità.